L’attuale modello economico è chiamato economia lineare o “take-make-dispose”. In questo sistema, le aziende utilizzano nuove materie prime, le trasformano con lavoro ed energia, le danno ai consumatori e, dopo l’uso, i consumatori buttano via i rifiuti. Questo modello si fonda sul pensiero che le risorse siano infinite e produce sostanze inquinanti come gas serra e rifiuti. Ci sono problemi come la mancanza di materie prime, la produzione e lo smaltimento di molti rifiuti, l’instabilità economica e i danni all’ambiente.
I principi fondamentali dell’economia circolare sono spesso sintetizzati come le “3 R”: Ridurre/Reduce, Riciclare/Recycle, Riutilizzare/Reuse. In seguito sono state aggiunte altre “2 R”: Rigenerare-riparare/Repair e Compostare/Rot. Questi principi contrastano con il tradizionale modello economico lineare, fondato sullo schema: “estrarre, produrre, utilizzare e gettare”, che turba l’equilibrio naturale e diventa insostenibile a lungo termine.
L’economia circolare è un modello che mira a proteggere l’ambiente e a consentire alle aziende di risparmiare sui costi. Secondo il Parlamento Europeo, adottare misure come la prevenzione dei rifiuti e il riutilizzo dei materiali, potrebbe portare a un risparmio netto di 600 miliardi di euro per le imprese europee. Il riutilizzo e il riciclo contribuirebbero a rallentare l’uso delle risorse naturali, a ridurre la distruzione del paesaggio e a limitare la perdita di biodiversità. Inoltre, con l’economia circolare, le emissioni di gas serra diminuirebbero. I consumatori potrebbero beneficiare di prodotti più durevoli e innovativi, migliorando la qualità della vita e consentendo di risparmiare.
La Commissione Europea ha presentato un piano d’azione per una nuova economia circolare, che include prodotti più sostenibili, la riduzione dei rifiuti e l’uso di plastiche biodegradabili per gli imballaggi. L’obiettivo finale è una transizione verso un’economia circolare libera da sostanze tossiche entro il 2050.
Cosa significa spreco
Lo spreco si riferisce alla pratica di utilizzare risorse in modo eccessivo o inefficiente, che comporta una perdita di valore o utilità. Lo spreco alimentare si verifica quando gli alimenti commestibili vengono gettati anziché consumati, causando una perdita di risorse naturali, economiche e ambientali. Per ridurre lo spreco bisogna ottimizzare l’uso delle risorse disponibili, evitando sprechi inutili e contribuendo a una gestione più sostenibile delle risorse stesse.
Come risolvere lo spreco del cibo?
Per risolvere il problema dello spreco alimentare lungo tutta la filiera alimentare, ci sono diverse strategie fondamentali. Innanzitutto, è importante migliorare la gestione della produzione agricola, riducendo le perdite durante la raccolta e il trasporto, Inoltre, per ottimizzare la trasformazione e la distribuzione, è essenziale migliorare l’efficienza dei processi produttivi, garantire condizioni di conservazione adeguate e utilizzare il principio FIFO (First In – First Out) per ridurre gli sprechi durante la distribuzione. Promuovere il consumo consapevole è altrettanto importante ad esempio sensibilizzando i consumatori sull’importanza di pianificare gli acquisti, conservare correttamente gli alimenti e utilizzare gli avanzi.
Infine, incentivare pratiche sostenibili nella ristorazione e nei servizi alimentari, come ridurre le porzioni eccessive e adottare politiche di recupero degli avanzi, contribuisce a ridurre gli sprechi alimentari a livello domestico.
Conclusioni
In conclusione, combattere lo spreco alimentare richiede un impegno collettivo e coordinato a tutti i livelli della filiera alimentare, con l’obiettivo di rendere più sostenibili le nostre abitudini e ridurre l’impatto ambientale.


