L‘economia circolare prevede che si sprechi di meno e si consumi la minor quantità possibile di risorse ambientali. I principi sono: condivisione, prestito, riutilizzo, riparazione, ricondizionamento, riciclo dei materiali e dei prodotti. L’economia circolare coinvolge tutti fattori che concorrono al raggiungimento dell’obiettivo di estendere il ciclo di vita dei prodotti e di ridurre al minimo la produzione dei rifiuti.
Cosa si intende per speco alimentare?
Verdure, latticini e prodotti da forno sono i cibi più sprecati in Italia. Molte abitudini quotidiane ci portano infatti ad accumulare e sprecare il cibo che compriamo. Si può pensare al pane che viene buttato il giorno dopo perché si indurisce o ai cibi andati male perché non sono conservati correttamente.
Esempio di ricetta anti-spreco: pan di gnocchi
Ingredienti: pane raffermo 250 g; latte 1 bicchiere; farina 100/150 g; mortadella o avanzi di affettati ; cipolla mezza; prezzemolo 1 ciuffo; parmigiano 1 cucchiaio; pangrattato 1 cucchiaio; uovo 1.
Procedimento: portare l’acqua a ebollizione e inserire tutti gli ingredienti nella pentola. In una ciotola versiamo l’olio di semi, il latte e lo zucchero, mescoliamo con una frusta, fino ad ottenere un impasto omogeneo. Setacciamo all’ interno la farina poi setacciamo anche il lievito e mescoliamo sempre con la frusta fino ad ottenere un impasto denso e liscio.
App di supporto per comprare cibo invenduto a prezzo ridotto
Too good to go: nata in Danimarca nel 2015, l’app è approdata in Italia nel 2019 ed è una delle più diffuse nel paese. A fine giornata i titolari di bar e di ristoratori mettono a disposizione sull’app una certa quantità di Magic Box, le “scatole magiche” che contengono i piatti che non sono stati acquistati durante il giorno e che verrebbero gettati.
Phenix: sull’app è possibile verificare quali sono e dove si trovano le attività commerciali vicino al consumatore che aderiscono all’iniziativa, scegliere il tipo di scatola che si vuole acquistare tra bio, vegana, vegetariana, halal, kosher e altre categorie e pagare i prodotti a prezzi ridotti. L’utente può ritirare la sua box all’orario indicato al momento dell’acquisto.
Myfoody: Myfoody è un’app attiva dal 2015 con cui i supermercati possono registrarsi e segnalare agli utenti le offerte e gli sconti che applicano su determinati prodotti che stanno per scadere o che presentano dei difetti estetici, combattendo così gli sprechi di tutti quei generi alimentari che andrebbero gettati a fine giornata.
Sprecometro: L’app consente agli utenti che quotidianamente aggiornano il proprio diario sull’app inserendo i comportamenti alimentari, di misurare lo spreco in termini di denaro, impronta carbonica e consumo di acqua. L’obiettivo è quello di contribuire a contrastare lo spreco alimentare, uno degli obiettivi fissati nell’Agenda Onu 2030.
Società che combattono lo spreco alimentare
Equoevento: Equoevento è una organizzazione senza scopro di lucro, nata nel 2014 a Roma da cinque giovani professionisti che rendendosi conto dell’enorme spreco di cibo durante gli eventi, hanno voluto organizzarsi per porgervi rimedio, recuperando e donando le eccedenze alimentari a enti caritatevoli, case famiglia, poveri e bisognosi.
Hub di quartiere: nel 2016 Assolombarda, Comune di Milano e Politecnico di Milano hanno condiviso il protocollo di intesa “Zero Sprechi” con l’obiettivo di ridurre lo spreco di cibo e innovare le modalità di recupero degli alimenti da destinare agli indigenti, progettando e sperimentando un modello di recupero e ridistribuzione delle eccedenze alimentari basato su reti locali di quartiere.
Differenza tra rifiuti e scarti alimentari
I rifiuti possono includere materiali non biodegradabili come plastica, vetro o metallo, mentre gli scarti alimentari sono composti principalmente da avanzi di cibo, scarti vegetali e rifiuti di cucina. Separare correttamente gli scarti alimentari dagli altri rifiuti è importante per favorire il riciclo e il recupero di risorse, contribuendo così a ridurre l’impatto ambientale e promuovere la sostenibilità.
Come riutilizzare gli scarti/rifiuti alimentari
Nell’industria non alimentare gli scarti alimentari possono essere utilizzati nell’industria dei fertilizzanti attraverso il processo di compostaggio. Il compost è un fertilizzante organico ottenuto dal trattamento dei rifiuti organici, come scarti di cucina, foglie e altri rifiuti vegetali. Scarti alimentari possono anche essere utilizzati nella produzione di biodiesel.
Da dove viene il cibo del banco alimentare?
Le donazioni da parte di supermercati, negozi di alimentari e catene sono un importante contributo alla lotta contro lo spreco alimentare. Queste iniziative consentono di recuperare prodotti ancora sicuri per il consumo, ma non più vendibili perché prossimi alla scadenza. Grazie ai Banchi Alimentari questi alimenti vengono distribuiti a chi ne ha bisogno anziché essere gettati. Le campagne di raccolta di alimenti organizzate dai Banchi Alimentari coinvolgono la partecipazione attiva dei cittadini, che possono donare cibo non deperibile.
Come impatta sullo spreco alimentare la scritta “consumate preferibilmente” o “best before”?
La scritta ha un impatto significativo sullo spreco alimentare perché influisce sul comportamento dei consumatori riguardo alla data di scadenza dei prodotti alimentari. Questo comportamento contribuisce allo spreco alimentare, poiché molti prodotti vengono scartati prematuramente, anche se ancora utilizzabili. Esistono anche delle catene alimentari in inghilterra che vogliono eliminare la scritta “best before” dall’etichetta di oltre 70 prodotti.
Quali sono le nuove regole sull’etichetta da parte dell’UE?
Tra le principali novità, vi è l’obbligo di indicare in modo chiaro e leggibile la data di congelamento dei prodotti alimentari surgelati, oltre alla data di scadenza. Questo permette ai consumatori di sapere esattamente da quanto tempo il prodotto è stato congelato e di gestirne correttamente la conservazione. Inoltre, le nuove regole prevedono l’obbligo di indicare l’origine degli ingredienti principali nei prodotti alimentari, in particolare per la carne, il pesce, il miele, il latte e i prodotti lattiero-caseari. Questo aiuta i consumatori a fare scelte più consapevoli riguardo alla propria alimentazione e alla salute.
Qual è la differenza tra la data di scadenza e “consumare preferibilmente entro”?
L’EFSA ha creato uno strumento per aiutare gli operatori del settore alimentare a decidere quando apporre sui loro prodotti la dicitura “da consumarsi entro il” oppure “da consumarsi preferibilmente entro il”. Le diciture “da consumarsi entro” e “da consumarsi preferibilmente entro” sono spesso confuse, ma hanno significati ben distinti che non vanno confusi e che, in realtà, sono spesso complementari. Quando leggi “da consumarsi entro” significa che l’alimento ha una data di scadenza e che non è più sicuro consumarlo oltre quella data. Lo puoi trovare su prodotti freschi come carne, pesce, latticini e prodotti confezionati.
Quando leggi “da consumarsi preferibilmente entro” stai leggendo l’indicazione del termine minimo di conservazione del prodotto. Questa frase la puoi leggere su alimenti come pasta, riso, conserve, biscotti e prodotti surgelati.


